Quando ci si approccia alla lingua giapponese ci si trova sempre un po’ spaesati. Alcuni non sanno se affidarsi a un corso, ad un libro da studiare individualmente, a delle lezioni online etc… Anche perché ormai nella società moderna le opzioni sono numerosissime, tutte con i propri pro e i propri contro.

Una cosa che ho imparato negli anni, però, è che non si può imparare davvero il giapponese senza imparare la sua scrittura. A partire dai due alfabeti sillabici hiragana ひらがな e katakana カタカナ, e a seguire approcciandosi ai kanji 漢字. 

Linee guida

In questo post vorrei quindi lasciarvi delle linee guida applicabili all’apprendimento di tutti e tre i sistemi di scrittura senza entrare però nei dettagli degli stessi. Potete trovare più dettagli sui sistemi di scrittura qui.

Parlando di come memorizzare un carattere, sia esso un semplice hiragana o un complicato kanji, le tattiche che io personalmente consiglio sono sempre le stesse. Quindi una volta procurati gli appositi schemi con l’ordine da seguire (chiamato anche ordine dei tratti) per scrivere il carattere che ci interessa per imparare a scrivere in giapponese.

Io personalmente dividerei la pratica dell’apprendimento in due fasi, la fase dell’assimilazione e la fase di verifica e ripetizione

FASE ASSIMILAZIONE

Nella fase di assimilazione consiglio sempre la ripetizione del carattere per numerose volte (per imparare gli hiragana io personalmente avevo cercato di scriverli tutti almeno 70-80 volte). Bisogna ricordarsi che ogni carattere deve occupare un certo spazio, e questo spazio è lo stesso sia per gli hiragana, che per i katakana che per i kanji. Per esercitarsi è possibile scaricare il nostro PDF con una griglia studiata per facilitare la divisione spaziale del carattere, o semplicemente comprare un quaderno con i quadretti di prima o seconda elementare.

FASE DI RIPETIZIONE

Una volta che la fase si assimilazione è stata superata con successo passiamo alla fase di verifica e ripetizione

Consiglio di ripetere i caratteri con regolarità attraverso applicazioni che sfruttano il metodo della RIPETIZIONE DILAZIONATA, ovvero applicazioni o programmi che attraverso delle flash card e un algoritmo studiato ad hoc per facilitare la memorizzazione, ripropongono all’utente un vocabolo nel momento in cui esso deve essere rinfrescato nella sua mente prima che se lo dimentichi. 

  • Esempi di applicazioni: 
    • Anki
    • Memrise (mia personale preferita) ->Creazione personalizzata di mazzi molto facile

Io personalmente uso spesso Memrise perché a differenza di Anki ha una grafica più accattivante, ma sono comunque entrambi molto validi. 

Infine, nessuno vi vieta di creare voi stessi dei mazzi fisici di flash card. E’ una pratica molto comune anche in Giappone, infatti potrete trovare dei piccoli mazzi  come questi in tutti i Muji, Daiso o qualsiasi negozio di cartoleria su suolo nipponico. Ovviamente nel momento in cui aggiungeremo anche vocaboli scritti in kanji, il numero le carte potrebbero essere troppo numerose e difficili da portare con sé. 

Vorrei concludere dicendo che questi consigli per iniziare ad imparare il giapponese sono frutto di anni di studio ed esperienze personali e dei miei studenti.Vorrei consigliare a tutti di non tralasciare l’apprendimento di hiragana, katakana e kanji, in quanto non sono solo una parte fondamentale per imparare la lingua, ma presentano una bellezza interna che è possibile capire a pieno solo conoscendoli. Avendo a che fare con loro quotidianamente, facendo amicizia con loro, non vedendoli come uno scoglio insormontabile, ma come un’opportunità di capire più a fondo questa bellissima lingua piena di sottintesi che una volta appresi, ci fanno battere il cuore e ci fanno innamorare sempre di più del giapponese e del Giappone.


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